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metaFAD: ssistema di gestione integrata dei beni culturali


Abstract


Il Modello metaFAD è nato dietro la spinta del Polo digitale degli istituti culturali di Napoli – costituito dalla Società Napoletana di Storia Patria[1], dall’Istituto Italiano per gli Studi Storici[2], dal Pio Monte della Misericordia[3], dalla Fondazione Biblioteca Benedetto Croce [4]e dalla Cappella del Tesoro di San Gennaro[5] - in collaborazione con l’ICCU[6], l’ICCD[7] e l’ICAR[8], con il fine di consentire all’operatore di svolgere in maniera autonoma varie attività in ambiente digitale grazie a una serie di funzionalità profondamente innovative, tra cui: l’integrazione tra schede ICCD e schede SBN; l’integrazione tra schede ICCD e schede archivistiche conformi agli standard ICAR; l’integrazione di queste con le schede SBN; la pubblicazione di open data; la possibilità di configurare accessi web dinamici e personalizzabili; l’integrazione con gli applicativi open source MOVIO[9] e Museo&Web CMS[10].


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Riferimenti bibliografici


Per approfondimenti:

MOVIO

http://www.movio.beniculturali.it/ e

Gruppo Meta

https://www.gruppometa.it/it/mwcms.

Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU)

http://www.iccu.sbn.it/

Istituto Centrale Catalogo Documentazione (ICCD)

http://www.iccd.beniculturali.it/

Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR)

http://www.icar.beniculturali.it/


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e-ISSN 1723-3410

Registrazione del Tribunale di Firenze n. 4471 del 30 marzo 1995
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