Biblioteche in Palestina
pratiche di resistenza
Abstract
Questo aggiornamento presenta due significative esperienze di resistenza culturale in Palestina, a seguito della distruzione diffusa del patrimonio bibliotecario e archivistico: la nascita della Phoenix Library (Al-Ankaa) a Beit Hanoun, fondata da Omar Hamad e Ibrahim al-Masri il 21 aprile, e il salvataggio degli archivi dell’UNRWA da Gaza e Geru. Per la Phoenix Library due giovani hanno raccolto circa 6.000 volumi recuperati dalle macerie o donati dalla comunità, creando uno spazio di 200 mq che include anche una sezione per l’infanzia. La biblioteca rappresenta non solo un luogo di accesso ai libri, ma un presidio sociale e identitario, simbolo di rinascita in un contesto segnato dalla distruzione. Per gli archivi si tratta di un’operazione durata dieci mesi, con milioni di documenti – tra cui fotografie e atti ufficiali – trasferiti ad Amman per essere messi in sicurezza e digitalizzati. Si tratta di fonti cruciali per la memoria storica palestinese, in particolare per la documentazione degli eventi legati alla Nakba del 1948. Entrambe le esperienze mostrano come la salvaguardia di libri e archivi possa configurarsi come una forma concreta di resistenza e un atto di libertà.
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